Che il Petrini plus® sia stato fonte d’ispirazione – o peggio, di imitazione – da parte di aziende farmaceutiche e dell’industria alimentare non è certo una novità. Con la giusta dose d’ironia e persino un certo compiacimento, possiamo anche leggere questi episodi come una conferma indiretta della validità del nostro prodotto. Tuttavia, ci troviamo spesso a constatare una certa superficialità e approssimazione in tali “tentativi”, che a volte sfiorano il paradosso. Perché, diciamolo: anche copiare richiede competenza.

Recentemente, ad esempio, ha fatto la sua comparsa sul mercato un “condimento a base di oli vegetali” aromatizzato e arricchito con vitamina D. Senza entrare nel merito di nomi o marchi, vogliamo cogliere l’occasione per chiarire alcuni punti essenziali, evidenziando le incongruenze tecniche e nutrizionali che emergono da queste proposte, e ribadire il valore della competenza, della ricerca e della qualità.

Potremmo definire tutto ciò, con un sorriso amaro, un caso di “Petrini contro ignoti”.

Un prodotto frutto di studio, ricerca e brevetto

Il Petrini plus®, nato nei primi anni 2000, è un olio extra vergine di oliva 100% italiano, arricchito con tre vitamine fondamentali: D3 (colecalciferolo), K1 (fillochinone) e B6 (piridossina dipalmitato).

  • La vitamina D3, da decenni oggetto di studi, è coinvolta nei processi di assorbimento del calcio e nella mineralizzazione ossea.
  • La vitamina K1, nota per la sua funzione antiemorragica, contribuisce a fissare il calcio nelle ossa.
  • La vitamina B6 è essenziale nella sintesi del collagene, componente chiave della matrice ossea.

Tutto ciò non è frutto del caso, ma il risultato di una progettazione nutrizionale rigorosa e supportata da evidenze scientifiche. Non a caso, Petrini plus® è un prodotto brevettato, e come tale protetto dall’art. 66 del Codice della Proprietà Industriale (D.lgs. 10 febbraio 2005, n. 30), che tutela l’invenzione anche contro modifiche o sostituzioni che non ne alterino l’idea sostanziale, secondo consolidata giurisprudenza (Cass. civ. n. 12545/2004; Trib. Torino, 10.03.2009; Trib. Milano, 04.05.1992; Cass. civ. n. 9143/1990, tra gli altri).

I paradossi dell’incompetenza travestita da innovazione

  1. Il falso mito della “novità”

Spesso un nuovo prodotto viene presentato come “rivoluzionario”, ma dietro questa etichetta si cela solo una diversa confezione o una generica proposta di marketing. Un olio arricchito con una singola vitamina e definito “innovativo” rischia di banalizzare un tema complesso come quello della nutrizione funzionale. Le vitamine non sono ingredienti decorativi, ma micronutrienti essenziali, che richiedono un dosaggio adeguato, un supporto scientifico e soprattutto una coerenza fisiologica con la matrice alimentare che le veicola.

  1. La scelta del veicolo: perché proprio l’olio EVOO

L’olio extra vergine di oliva non è un semplice grasso vegetale: è un alimento ricco di antiossidanti, composti fenolici, acidi grassi monoinsaturi, dotato di stabilità ossidativa e proprietà antinfiammatorie naturali. Non a caso è il protagonista della Dieta Mediterranea, riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Immateriale dell’Umanità.
L’EVOO è, per composizione e biodisponibilità, un vettore ideale per l’arricchimento vitaminico. Diversamente, altri oli vegetali, sebbene legittimi, non possiedono le stesse caratteristiche nutrizionali, sensoriali e funzionali.

  1. Il contenuto vitaminico: quando la dose fa la differenza

Nel caso citato, un cucchiaio (15 ml) di prodotto fornisce 0,8 µg di vitamina D, pari al 15% del valore nutritivo di riferimento (VNR). In confronto, un cucchiaio di Petrini plus® ne contiene 7,5 µg, cioè il 200% del VNR.
Una differenza sostanziale che evidenzia l’approccio scientifico e clinicamente rilevante del nostro prodotto rispetto a proposte formulate senza una chiara logica funzionale.

  1. L’aromatizzazione: aggiungere ciò che si ha già

Aromatizzare un olio con “erbe mediterranee” quando si parte da un extra vergine di qualità è, a nostro avviso, un’operazione priva di senso. L’olio EVO di per sé esprime note erbacee naturali, sentori di carciofo, pomodoro, mandorla, erba appena tagliata. L’aggiunta di aromi esterni rischia di coprire e banalizzare la matrice originale, rendendola meno autentica e nutrizionalmente più discutibile.

  1. L’utilizzo errato: il calore annulla le vitamine

Un altro aspetto che lascia perplessi è il suggerimento d’uso per cotture ad alta temperatura o fritture. Le vitamine sono per natura termolabili: il calore ne compromette la stabilità e l’efficacia. Un olio vitaminizzato, se ben formulato, va utilizzato esclusivamente a crudo, per conservare intatte le sue proprietà nutrizionali.

Conclusione: scegliere con consapevolezza

Il Petrini plus® è il risultato di anni di ricerca, studio e rigore scientifico, un progetto nutrizionale nato per rispondere in modo mirato a carenze reali della popolazione, in particolare legate all’assorbimento del calcio e alla salute ossea.

Oggi più che mai, in un mercato affollato da proposte improvvisate o esteticamente seducenti ma prive di fondamento nutrizionale, è fondamentale che il consumatore torni a interrogarsi sulla qualità reale di ciò che porta in tavola.

Fare scelte informate, consapevoli e responsabili è il primo passo per prendersi cura di sé. Perché quando si parla di salute, non esistono scorciatoie: solo conoscenza, competenza e rispetto per chi consuma.