Per qualche anno abbiamo creduto che la body positivity avesse cambiato tutto. Un articolo di Micol Maccario apparso su CIBO, mensile di DOMANI, ci ha fatto riflettere. Pensavamo che il mito della magrezza assoluta, dei corpi filiformi da passerella e delle diete estreme fosse stato archiviato a favore di una visione più sana e inclusiva del corpo. Nike aveva lanciato manichini con fisici diversi, H&M mostrava campagne senza ritocchi fotografici, le modelle “reali” sembravano aver trovato spazio.
E invece, eccoci di nuovo punto e a capo.
Le passerelle sono tornate a proporre corpi esili, vite strettissime e gambe interminabili, mentre sui social – TikTok in primis – impazzano i video delle cosiddette almond mom: mamme che insegnano a mangiare “solo se si ha fame”, che per pranzo si accontentano di “qualche mandorla ben masticata” e che trasmettono ai figli un rapporto distorto con il cibo. Il ritorno del Victoria’s Secret Fashion Show nel 2024, con il consueto tripudio di fisici scolpiti e taglie irraggiungibili, è la prova che l’ideale di magrezza tossica è più vivo che mai.
Non si tratta solo di estetica. È una questione di salute, di educazione alimentare, di cultura del cibo.
E qui entra in gioco un altro dato importante: il Rapporto Aletheia ci dice che in Italia ogni anno spendiamo 13,3 miliardi di euro per curare malattie legate a un’alimentazione scorretta. Parliamo di 6,6 miliardi per le malattie cardiovascolari, 650 milioni per il diabete, 330 milioni per tumori correlati alla dieta. E, allo stesso tempo, solo l’11% degli adolescenti mangia abbastanza frutta e verdura.
Insomma, non solo seguiamo modelli estetici poco sani, ma spesso li accompagniamo con un’alimentazione disordinata, fatta di diete improvvisate, pasti saltati, cibi industriali e grassi sbagliati.
Ma allora, come si fa a parlare di dimagrimento in modo serio? Da dove si comincia?
Partiamo dai grassi (sì, proprio loro)
Nell’immaginario comune, i grassi sono i nemici della dieta. Molti li eliminano in blocco appena decidono di “mettersi a regime”. Ma la verità è che non tutti i grassi sono uguali. Alcuni – come quelli saturi o idrogenati di snack confezionati, margarine e fritti di bassa qualità – vanno limitati. Altri, invece, sono preziosi, indispensabili, e non solo non fanno ingrassare se assunti correttamente, ma possono addirittura aiutare in un percorso di dimagrimento.
L’olio extravergine di oliva: l’oro verde della dieta mediterranea
L’olio extravergine di oliva (EVO) è il re dei grassi buoni. È composto al 99% da lipidi, certo, ma nel 75% dei casi si tratta di acidi grassi monoinsaturi – come l’acido oleico – che:
✅ proteggono il cuore e riducono il rischio di malattie cardiovascolari
✅ aiutano a tenere basso il colesterolo cattivo (LDL) e ad aumentare quello buono (HDL)
✅ favoriscono la digestione, riducono il gonfiore addominale e proteggono lo stomaco
✅ contribuiscono al senso di sazietà, evitando abbuffate e spuntini inutili
E non è tutto: l’olio extravergine è anche una fonte naturale di vitamine liposolubili (A, D, E, K) e di antiossidanti che rallentano l’invecchiamento cellulare.
C’è un dettaglio che spesso spaventa: 100 grammi di olio EVO contengono circa 900 calorie. Ma attenzione: la soluzione non è eliminarlo. Basta usarlo con misura – 3 o 4 cucchiaini al giorno – per condire insalate, verdure, legumi, pasta. Non solo non ostacolerà il dimagrimento, ma lo renderà più equilibrato e salutare.
Perché non può mancare in una dieta dimagrante (nemmeno in quella di una modella)
Eliminare l’olio EVO dalla tavola per paura di ingrassare è un gravissimo errore, così come sostituirlo con oli di semi “perché sono più leggeri”: non è vero. Hanno lo stesso apporto calorico, ma non lo stesso valore nutrizionale.
L’olio extravergine di oliva, grazie al suo gusto deciso, permette anche di usarne meno senza perdere sapore. E in cucina è imbattibile: il suo punto di fumo è più alto di quello di molti altri oli vegetali, il che lo rende più stabile e sicuro anche in cottura.
E poi, diciamolo: nemmeno le modelle di Victoria’s Secret possono permettersi di sostituirlo con altri grassi. Perché non esiste margarina, burro chiarificato o olio di semi che possa competere con il valore nutrizionale e la qualità dell’olio extravergine d’oliva.
Se poi è biologico, ancora meglio: significa olive coltivate senza pesticidi, raccolte e spremute a freddo, mantenendo intatte tutte le proprietà benefiche.
In conclusione?
Il problema non sono i grassi in generale, ma quali grassi scegliamo e come li usiamo. L’olio extravergine di oliva è un simbolo della dieta mediterranea ed è un alleato prezioso per la salute e la linea. Toglierlo dalla dieta “per dimagrire” non ha senso.
Il vero lusso – per chiunque, modelle comprese – non è una vita a mandorle e insalate scondite. È avere in tavola cibo buono, sano e completo. E l’olio extravergine d’oliva, in questa storia, è l’ingrediente che non può mancare.
CREDITI : Archivio Fattoria Petrini ( foto prefinali nazionali Marche e Abruzzo Concorso Miss Italia 2019 + piatto Soergel con olio evo Petrini)


